lunedì 11 novembre 2013

Prima o poi l'amore arriva - Stefano Benni


Prima o poi l'amore arriva

A un passaggio a livello
lontano dal mondo
un giorno d'agosto assolato
un capostazione annoiato
vide a un finestrino
di un accelerato
una signora bruna
e più non lavorò
passava le serate
a guardare la luna
e i treni si scontravano
ma lui non li sentiva
prima o poi l'amore arriva

C'era un bancario
così serio, così serio
che non rideva mai
fuori orario
ma un giorno allo sportello
arrivò un giovanotto
indubbiamente bello
aveva un assegno da un milione
della Banca Popolare
e disse sorridendo
"me lo può cambiare?"
e lui cambiò l'assegno
e la sua vita intera
quella stessa sera
rubò la cassa e scappò via
via con lui a Bahia
e la gente parlava
ma chi la sentiva
e ballavano insieme
una samba giuliva
prima o poi l'amore arriva

C'era un politico
ladro e indifferente
non voleva bene a niente
neanche agli amici democristiani
neanche ai bambini
neanche a Fanfani
solo un pochino
lui si eccitava
se Nuccio Fava lo intervistava
ma a una seduta
molto affollata
vide una splendida deputata
le disse "amore,
dimmi di sì"
e lei "non posso
son del Pci"
e perse la testa 
e come un ossesso
urlava "amore
non è un problema
c'è il compromesso"
e Fanfani strillava
ma nessuno sentiva
e nel transatlantico
un sussurro saliva
e Andreotti dichiarò
alla stampa sportiva:
prima o poi l'amore arriva

C'era un bagnino
che non sapeva nuotare
ma era raccomandato
da uno zio piesseì deputato
stava lì sulla spiaggia
di Gabicce Mare
a pensare, a pensare
perché neanche la rana
riusciva a imparare
ma una bella tedesca 
dai capelli biondi
urlò "aiuto, annego
entro trenta secondi"
e lui come un cefalo
si tuffò nel mare
perché in amore bisogna
saper galleggiare
la riportò a riva
e lei aprì gli occhi
e disse "mio eroe,
mio tritone, son viva"
e la spiaggia in coro:
prima o poi l'amore arriva

E c'era un barbone
senza abitazione
aveva solo la televisione
mangiava le ghiande
come i maiali
però teneva
novanta canali
ma una notte d'inverno
che nevicava
e Corrado in pelliccia
da Gstaad presentava
sentì che di freddo
e di stenti e di affanni
era ormai arrivato
alla fine dei programmi
ed ecco che la vide
rosa e felice
e sorridente, l'annunciatrice
che gli annunciava
"i nostri programmi riprendon domani"
e urlò "sì, domani
mia splendida diva"
e il freddo e la fame
già più non sentiva
abbiamo trasmesso:
prima o poi l'amore arriva

C'era un supergenerale
di superpolizia
arrestava e sparava
per difendere, diceva
la democrazia
se l'era rinchiusa
e portata via
ma un giorno in un blitz
in un covo sul mare
catturò una giovane
extraparlamentare
e personalmente
la volle interrogare
e alla fine lo videro
che piangeva
lei non lo voleva
e lui le diceva
"ma non senti il fascino 
della divisa?"
"La divisa è un bijou
lei rispondeva
"ma quello che fa schifo
è che dentro ci sei tu"
e lui fece tanti blitz
ma non era più lui
e non si divertiva
e ai suoi carabinieri
gridava "At-tenti
vigilare, in riga
sparategli a vista
è un'erba cattiva"
prima o poi l'amore arriva

E c'era un uomo 
che voleva esser morto
perché nella vita
tutto gli era andato storto
scornacchiato, disoccupato
mangiò sei buste di talco borato
un chilo di Vim 
duemila Rim
trecento fette di sottilette
e arrivò l'ambulanza
che già delirava
e già per spacciato
l'avevano dato
ed ecco la vide
e di colpo sentì
un brivido dentro
e all'istante guarì
com'era carina, la crocerossina
che con un sorriso
diceva "riposi, è ben fortunato
si è proprio salvato
stanotte ritorno
a provarle la febbre
che l'è tutto rosso
mi tolga la prego le mani di dosso"
ma quello già tutto 
bruciar si sentiva
non era il febbrone
era proprio passione
e tutto il reparto
di urli riempiva
"dottore dottore
prima o poi l'amore arriva"

C'erano due maniaci
luridi e laidi
che si eccitavano 
guardando Heidi
e un giorno in un parco
dove facevano i porci
videro due gemelle
così belle, così belle
che in tre minuti finirono
le caramelle
e dissero basta
con le perversioni
si sposano in chiesa
e per testimoni
i quattro bruti bruti di più
vestiti in cravatta
e impermeabile blu
e il prete diceva
"beato chi lascia la via lasciva
prima o poi l'amore arriva"

E c'erano uomini con un lavoro sicuro
e donne con le case ordinate
e una piazza dove le sere d'estate
ci si sdraiava insieme ad aspettare
un'attesa un qualcosa un altro aspettare
e tutte le notti
un fantasma appariva
e in tutta la piazza tuonar si sentiva
"o voi che credete che indifferenti
e rassegnati invecchierete, contenti
che non c'è una bocca che vi può ferire
o una foto sul muro che non vi fa dormire
non c'è niente da fare
non si può scappare! guardate
è dietro! vi guarda goloso
chissà da quanto lui vi seguiva
vi prenderà! non c'è scampo!
vi ha preso! evviva! evviva!
prima o poi l'amore arriva"

venerdì 8 novembre 2013

Manifesto

Io ho un vizietto (ho scelto la forma vezzeggiativa perché devo ammettere che lo trovo così piacevole..), quello di comprare libri usati, libri vecchi e impolverati, libri dimenticati ancora incellofanati e quando non ne trovo, entro nelle case degli amici per arrampicarmi con falsa indifferenza e vera voracità sulle loro librerie e prenderne in prestito.
Io ho un viziaccio (non avrei usato la forma dispregiativa, per me questo modo di fare è neutro -o meglio comodo e disordinato, quindi , a mio parere, con più note positive che negative-, sono piuttosto gli altri a disprezzarlo), quello di piegare le pagine quando trovo loro addosso qualcosa che mi piace. Usare un segnalibro, o meglio tanti segnalibri, in base a quanti ne servono per un determinato libro, mi fa pensare a mettere delle bustine di ghiaccio sintetico tra me e il libro. Sottolineare e stare ben attenti a usare una matita non è differente da sottolineare usando un'evidenziatore o una penna, in quanto è risaputo che molto probabilmente non verrà cancellata. Piegare l'angolo di una pagina, per me, significa lasciare una piccola traccia discreta sul corpo del libro, come quella che una frase stampata su di essa ha lasciato impressa da qualche altra parte dentro di me.
Quindi questo blog esiste perché voglio ricordare e onorare le parole di qualcun altro; frasi, concetti, scene che mi hanno colpito. Perché anche dentro ai libri che nessuno vuole, o ha voglia di leggere, o rileggere, si possono trovare tesori nascosti, sotto a cumuli di lettere che per pagine e pagine sembravano tanto noiose. Ne sono certa. Durante la caccia, a volte mi imbatto in periodi che un utente precedente ha sottolineato; quando questo accade possono succedere due cose: provare empatia perché io e un altro lettore ci siamo emozionati davanti alle stesse parole; provare l'inverso e non avere la minima idea del perché mai l'altro abbia addirittura preso in mano una matita e tracciato solchi scuri e tremolanti. Sono certa che se rileggessi gli stessi libri in un momento diverso della mia esistenza, mi troverò a pensarmi al passato come il sottolineatore oscuro e incomprensibile, perché sarebbero altre le pagine a cui piegherei gli angoli, così questo blog diventa anche una traccia mnemonica delle emozioni provate attraverso le idee dello scrittore, in un tempo preciso.
Io ho un sogno (i sogni sono grandiosi e basta, non serve vezzeggiarli o disprezzarli, basta sognarli e poi pensarli e ripensarli mentre continuano a non realizzarsi), creare un collage di parole messe in fila da qualcun altro a formare periodi di piacevoli evocazioni e questo blog-archivio che le raccoglie è il primo passo per scrivere un giorno il mio libro di libri.